BASILICA DI S. MARCO

E MOSAICI

 

 

Il primo santo patrono della città fu S. Teodoro ma nell'anno 828 fu inumato il corpo dell’apostolo San Marco, trafugato dal suo sepolcro ad Alessandria e traslato a Venezia. Per contenere tali spoglie, provvisoriamente sepolte in un’apposita cappella nel Palazzo Ducale, venne edificata la chiesa che, dopo un incendio e numerosissime modifiche per adeguarsi al crescente prestigio della città, divenne la Basilica di S. Marco.

La Basilica di San Marco è la chiesa più importante di Venezia fin dall’epoca paleocristiana, ma è diventata la cattedrale della città solo nel 1807.

Gravemente danneggiata da un incendio nel 976, la chiesa fu quasi completamente riedificata tra il 1050 e il 1090 circa. Come cappella privata dei dogi essa divenne il centro delle cerimonie di stato e meta di pellegrinaggi.

Ha uno sviluppo più orizzontale che verticale; le cinque cupole le danno un aspetto orientale.

Il campanile crollò nel 1902, ma fu ricostruito rispettando fedelmente l’originale.

La facciata, a due piani di cinque arcate, è tutta rivestita di marmi preziosi e colonne, ha un coronamento gotico di archi inflessi e di pinnacoli a edicola con statue. Vi si aprono cinque portali le cui porte hanno battenti in bronzo dell’11° - 14° secolo.

Nei fianchi si ripetono i motivi architettonici e decorativi della facciata. Nel fianco nord: ricco portale ornato da rilievo duecentesco; preziosi bassorilievi dei secoli 12° - 13°.Il fianco sud mostra nell’alto un tratto senza rivestimento marmoreo. Si entra nell’atrio, che cinge tutto il braccio anteriore della chiesa. Le pareti hanno un paramento di marmi e colonne; le volte e cupolette splendono di mosaici d’arte veneto-bizantina dei secoli 12° - 13°. Tre portali danno accesso alla chiesa, con battenti in bronzo del secolo 11° - 12°.In corrispondenza dell’arcata della porta centrale, per un’apertura quadrata detta "pozzo" è visibile la volta a mosaico detta del Paradiso.

L’interno è tipico organismo bizantino, a croce greca, a tre navate in ogni braccio, divise da colonnati sui quali corrono gallerie; poderosi arconi sostengono le cinque cupole. La struttura architettonica scompare quasi sotto il fulgore dell’oro dei mosaici che riverbera dalle pareti e dalle volte.

Il pavimento, che presenta avvallamenti per l’assestamento dell’edificio sulle palafitte, è a mosaico. I mosaici che si stendono sull’alto dei bracci della chiesa, sono opera di artefici bizantini e veneziani dei secoli 12° - 14° e furono rifatti in parte nei secoli 16° - 17°. L’altare, che racchiude il corpo di S. Marco, è sormontato da un ciborio ornato da sei statue del secolo 13° e sostenuto da quattro colonne istoriate con capitelli del 12° secolo.

Dietro è la famosa pala d’oro, grandioso lavoro di oreficeria bizantina e veneziana, tempestata di smalti e gemme. Nel braccio destro è l’ingresso al Tesoro, che contiene oggetti preziosi d’arte bizantina, vasi , coppe, calici… In una sala sono sistemati i quattro cavalli già all’esterno della facciata, per alcuni capolavori romani del 4° secolo, per altri opera greca d’ambiente lisippeo.

Ha una pianta a croce greca di tipo bizantino ed è sormontata da cinque cupole, il cui estradosso, placcato in oro, fu innalzato in epoca romano-gotica. La facciata, presenta sul lato inferiore cinque portali, caratterizzati da forti sguanci e da una ricca decorazione scultorea. Una terrazza con balaustra romanica corre lungo tutto il fronte (furono qui collocati i famosi quattro cavalli in rame dorato, risalenti ai secc. IV-III a.C., proveniente da Costantinopoli). Sopra di essa nasce il singolare coronamento gotico.

Sull’altare si conserva la Pala d’oro, ricco lavoro di oreficeria bizantina (secc. X-XIV), con smalti ad alveoli applicati.

La basilica di San Marco è sontuosamente decorata da mosaici a fondo oro del XII e XIX secolo.

La fioritura veneziana è testimoniata dall’esistenza, oltre che di vere e proprie botteghe di mosaicisti, anche di maestri vetrai impegnati nella fabbricazione di tessere. Il periodo di massimo splendore fu durante i secoli XII e XIII, quando furono eseguiti molti mosaici della basilica.

Nel medesimo periodo la penetrazione bizantina si rafforzò e molti artisti veneziani si spostarono a Roma; anche molte chiese romane furono così decorate a mosaico.

Esso era costituito da tessere colorate coperte di una pasta vitrea che le rendeva smaglianti e che gli artisti incollavano tra loro sino a formare dei grandi quadri. Il mosaico, che era molto più resistente della pittura, si usava già da tempo per i pavimenti di ville e di palazzi e divenne anche il tipo di decorazione parietale più ricercato.

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